Intervento del Presidente Giacomoni all’evento Annual Report 2025 del Cesia
“Bisogna diffondere nel nostro Paese una seria cultura assicurativa”
- Il ruolo dei periti per i danni catastrofali (Cat-nat) è stato istituito di recente presso Consap, con l’obiettivo di garantire perizie rapide e avviare la ricostruzione post-calamità;
- Il Presidente di Consap ha sottolineato la necessità di estendere gradualmente la protezione contro i rischi catastrofali dal settore delle imprese al patrimonio abitativo delle famiglie;
- Secondo Giacomoni, occorre integrare stabilmente assicurazione, prevenzione e pianificazione territoriale per passare definitivamente dalla logica della riparazione a quella della prevenzione.
Roma, 21 maggio 2026 – «L’evoluzione del settore assicurativo in Italia si avrà solo nel momento in cui riusciremo a diffondere nel nostro Paese una seria cultura assicurativa. Purtroppo, tra gli italiani c’è ancora troppa diffidenza: 7 su 10 ritengono che sia inutile assicurarsi. La pensano come Arthur Bloch, scrittore americano: "una polizza assicurativa copre tutto, tranne quel che accade"». Lo ha dichiarato Sestino Giacomoni, Presidente di Consap, intervenendo oggi a Roma in occasione della presentazione dell’annual report 2025 del Cesia, e della celebrazione del decennale dell’associazione.
«Oggi la vera sfida – ha proseguito Giacomoni – è trasformare questa innovazione normativa in un sistema che porti a estendere gradualmente la logica della protezione contro i rischi catastrofali anche al patrimonio abitativo delle famiglie. Proprio per questo, presso Consap è stato di recente istituito il ruolo dei periti assicurativi per i danni catastrofali. I periti Cat-nat svolgono un ruolo sociale molto importante: la ricostruzione post-calamità inizia grazie al loro lavoro; senza una perizia, infatti, la procedura per i risarcimenti non può partire».
«Il rischio di non intervenire tempestivamente sul piano della governance assicurativa pubblica è duplice: da un lato rischiamo un aumento delle disuguaglianze, dall’altro un peso crescente e imprevedibile sulla finanza pubblica», ha concluso il Presidente di Consap. Senza una governance strutturata, ogni evento estremo è destinato a tradursi in emergenza finanziaria e sociale.
«L’obiettivo deve essere integrare stabilmente assicurazione, prevenzione e pianificazione territoriale in un’unica strategia nazionale di gestione del rischio: solo così l’assicurazione potrà essere pienamente riconosciuta come infrastruttura sociale e il Paese potrà finalmente compiere il passaggio da una cultura della riparazione a una cultura della prevenzione».
