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Usura, siglato nuovo accordo quadro tra Ministero dell’Interno e ABI

martedì 16 novembre 2021

Vincenzo Sanasi d’Arpe, AD Consap: “Fondamentale diffondere esistenza dei fondi di solidarietà e favorire il reinserimento nel circuito legale generando cultura della gestione finanziaria”

 

Il Ministro Luciana Lamorgese e il presidente dell’Associazione Bancaria Italiana Antonio Patuelli hanno sottoscritto oggi, martedì 16 novembre 2021, un nuovo Accordo Quadro tra Ministero dell’Interno e ABI, volto a rafforzare il processo di collaborazione interistituzionale finalizzato al contrasto, la prevenzione e la solidarietà alle vittime dell’usura.

La sottoscrizione dell’accordo, che aggiorna quello già in vigore dal 2007, rappresenta un nuovo atto di intesa tra pubblico e privato e s’inserisce all’interno di un più ampio piano di rafforzamento delle sinergie maturate nel corso degli anni, anche grazie ai Protocolli d’intesa territoriali promossi dai Prefetti.

L'obiettivo dell'accordo è quello di individuare, anche alla luce della crisi economica legata alla pandemia da Covid-19, nuove azioni di prevenzione e contrasto ai crimini d’usura; favorire i percorsi per l'accesso al credito legale e le attività di prevenzione mediante l'educazione all'uso responsabile del denaro; incentivare l'attività di informazione agevolando la denuncia di estorsori e usurai.

Ed è proprio in questo contesto che l’Amministratore Delegato Consap, Vincenzo Sanasi d’Arpe, è intervenuto alla tavola rotonda per ribadire l’importanza delle campagne di comunicazione volte a diffondere l’esistenza di Fondi destinati alle vittime che abbiano collaborato con la giustizia.

«Secondo i dati di Consap – ha illustrato – nel 2020 oltre il 70% dei reati di usura e il 25% di quelli estorsivi hanno riguardato piccoli e medi imprenditori, soprattutto nel settore del commercio. È fondamentale potenziare le campagne informative e l'attività di assistenza alle vittime da parte di istituzioni e associazioni, incentivando le vittime a collaborare con la giustizia anche nella prospettiva di accedere ai Fondi dedicati.»

L’AD ha poi voluto sottolineare che quella del Fondo è un’attività che si configura non solo nella tutela della continuità d’impresa ma anche nel reinserimento delle vittime nel circuito legale, tema cruciale soprattutto alla luce della grave morosità dei beneficiari dei mutui nella restituzione delle rate, che ha attualmente raggiunto l’esorbitante cifra di 90 milioni, l’85% di tutte le somme mutuate.

«Quello della morosità è un grave indicatore delle difficoltà da parte delle vittime nella predisposizione di piani di investimento e nella gestione economica dei benefici concessi. Per questo motivo, Consap continua ad auspicare una modifica normativa che preveda l’introduzione della figura di un tutor per assistere le vittime nelle fasi iniziali di predisposizione dei piani d’investimento e accompagnarle nella gestione economica dei fondi, in un momento di particolare sofferenza psicologica tipica di chi subisce questo tipo di reati. In linea con lo spirito dell’Accordo Quadro – ha proseguito – è necessario orientare gli sforzi per sostenere le situazioni imprenditoriali in sofferenza anche nei confronti di quei soggetti che, soprattutto a causa del mancato accesso al credito legale, rischiano di finire nella spirale usuraria, insegnando a prevenire sovraindebitamento e cattiva gestione del denaro anche attraverso un’attività di educazione finanziaria che vada da seminari specifici a corsi di formazione presso le Camere di Commercio, propedeutici all’apertura dell’attività economica.»

Sanasi d’Arpe ha concluso plaudendo alla circostanza per cui le banche s’impegnino a «non valutare la condizione di “protestato” da parte delle vittime, e favorirne il reinserimento nel sistema creditizio».