Famiglia e Giovani
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Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa

Il Fondo di garanzia per la prima casa (c.d. Fondo prima casa), è stato istituito presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze con la Legge 27 dicembre 2013, n. 147, art. 1 comma 48 lett. c).

Il Fondo è stato recentemente rifinanziato con il “Decreto Sostegni-bis” (DL. 25 maggio 2021, n.73, art. 64).

A CHI È RIVOLTO IL FONDO

Il Fondo è rivolto a tutti i cittadini che, alla data di presentazione della domanda di mutuo per l’acquisto della prima casa, non siano proprietari di altri immobili a uso abitativo (anche all’estero) salvo il caso in cui il mutuatario abbia acquisito la proprietà per successione causa morte, anche in comunione con altro successore, e che siano ceduti in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli.

L’ammontare del finanziamento non deve essere superiore a 250.000 euro.

Il fondo prevede una garanzia pubblica del 50% (con controgaranzia dello Stato).

Il requisito dell'impossidenza dichiarato al momento della presentazione della domanda di acceso al Fondo è tassativo ed inderogabile.

In caso di richiesta della garanzia del Fondo, parte mutuataria e parte datrice di ipoteca devono sempre coincidere con i richiedenti l’accesso al Fondo poiché, come previsto dalla vigente normativa, non è possibile l'intervento di ulteriori garanzie (terzo datore di ipoteca) in presenza della garanzia statale.

L’accesso alla garanzia del Fondo al 50%, pertanto, è consentito indipendentemente da composizione familiare ed età.

 CARATTERISTICHE DELL’IMMOBILE DA COMPRARE

L’immobile per il quale si chiede il finanziamento deve essere adibito ad abitazione principale, non deve rientrare nelle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli, palazzi) e non deve avere le caratteristiche di lusso indicate nel decreto del Ministero dei lavori pubblici in data 2 agosto 1969, n.1072.

COSA PREVEDE IL DECRETO SOSTEGNI bis

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.L. 25 maggio 2021 n. 73, “Misure urgenti connesse all’emergenza COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani e i servizi territoriali” (c.d. “Decreto sostegni bis”), sono state emanate nuove importanti disposizioni riguardanti – tra le altre – il Fondo di garanzia per l’acquisto della prima casa.

In particolare, la garanzia concedibile dal fondo è elevata all’80% della quota capitale per tutti coloro che rientrano nelle categorie prioritarie elencate di seguito – con ISEE non superiore ai 40 mila euro annui – e che ottengono un mutuo superiore all’80% rispetto al prezzo d’acquisto dell’immobile, comprensivo di oneri accessori.

Elenco delle categorie prioritarie:

  • Coppia coniugata ovvero convivente more uxorio da almeno due anni, in cui almeno uno dei componenti non abbia superato i trentacinque anni.
  • Famiglia monogenitoriale con figli minori, il mutuo è richiesto da:

- Persona singola non coniugata, né convivente con l’altro genitore di nessuno dei propri figli minori con sé conviventi;

- Persona separata/divorziata ovvero vedova, convivente con almeno un proprio figlio minore

  • Giovani che non abbiano compiuto trentasei anni.
  • Conduttori di alloggi di proprietà degli Istituti autonomi per le case popolari, o comunque denominati.

Inoltre, per tali categorie è previsto un tasso calmierato del finanziamento ovvero “il tasso effettivo globale (TEG) non può essere superiore al tasso effettivo globale medio (TEGM), pubblicato trimestralmente dal Ministero dell’economia e delle finanze ai sensi della legge 7 marzo 1996, n.108”.

Per coloro che, pur rispettando i requisiti di accesso al Fondo, hanno un ISEE superiore a 40 mila euro annui, la garanzia resta al 50% della quota capitale.

Si fa presente, infine, che le domande potranno essere presentate agli istituti di credito aderenti all’iniziativa, a partire dal trentesimo giorno dalla data di emanazione del D.L. n 75 del 25 maggio 2021.

COME EFFETTUARE LA DOMANDA

La richiesta deve essere inoltrata alle banche o agli intermediari finanziari aderenti all’iniziativa e non direttamente a Consap.

È sempre facoltà della banca in base a proprie ed esclusive valutazioni decidere sulla concessione del mutuo e sul ricorso alla garanzia del Fondo.

L’iniziativa del Fondo prevede il rilascio della garanzia statale per il finanziamento erogato da una banca esclusivamente per l’acquisto di un immobile adibito ad abitazione principale.

Si precisa pertanto che non è possibile la ristrutturazione senza acquisto. 

Le banche si impegnano a non chiedere ai mutuatari garanzie aggiuntive – non assicurative – queste ultime nei limiti consentiti dalla legislazione vigente, oltre all’ipoteca sull’immobile e alla garanzia fornita dallo Stato.

Per accedere al Fondo con la garanzia del 50% è necessario presentare, ad una delle banche aderenti, contestualmente alla richiesta di mutuo, il modulo scaricabile dal sito MEF o Consap e comunque disponibile in banca, allegando un documento di identità (ovvero Passaporto unitamente al Permesso di Soggiorno per cittadini stranieri).

Per accedere al Fondo con la garanzia dell’80%, la domanda potrà essere presentata ad una delle banche aderenti all’iniziativa a partire dal 30° giorno dall’entrata in vigore del Decreto sostegni bis e fino al 30 giugno 2022.

Il modulo di accesso al Fondo prevede tre tipologie di acquisto:

  • Acquisto;
  • Acquisto con interventi di ristrutturazione con accrescimento dell’efficienza energetica;
  • Acquisto con accollo da frazionamento (da costruttore).

Al modulo bisogna allegare la dichiarazione ISEE non superiore a 40.000 euro annui.

TEMPI DI RISPOSTA

Consap entro 20 giorni comunica alla banca l’ammissione alla garanzia.

La banca entro 90 giorni comunica a Consap il perfezionamento del mutuo garantito, o la mancata erogazione del mutuo (in tale ultimo caso la garanzia decade).

È sempre possibile chiedere alla banca la documentazione attestante l’avvenuto invio della domanda a Consap.

NOTA BENE:

In caso di inadempimento del mutuatario il Fondo interviene liquidando alla banca l’importo previsto dalla garanzia per poi agire nei confronti del mutuatario stesso per il recupero della somma liquidata. Al mutuatario, pertanto, resta l’obbligo di restituire per intero le somme pagate dal Fondo alla banca, il quale provvede al recupero della somma pagata anche mediante il ricorso alla procedura di iscrizione a ruolo così come previsto al comma 1 e 2 dell’art.8 del Decreto Interministeriale del 31 luglio 2014.

FONDO DI GARANZIA MUTUI PRIMA CASA: MUTUI IPOTECARI OGGETTO DI PROCEDURA ESECUTIVA

L’articolo 41-bis del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157, così come modificato dall’art. 40-ter della Legge 21.05.2021, n.69 , prevede - per le richieste presentate entro il termine del 31.12.2022 - per i soggetti che abbiano stipulato un mutuo ipotecario per acquistare la prima casa ed il cui immobile sia stato pignorato dall’Istituto di credito erogante in data antecedente al 21 marzo 2021 la possibilità di richiedere la rinegoziazione del mutuo alla banca erogatrice del mutuo, oppure un finanziamento ad una banca terza, con surroga nella garanzia ipotecaria, il cui ricavato verrà utilizzato per estinguere il mutuo esistente, anche con l’assistenza della garanzia del Fondo prima casa (introdotto con la Legge di Stabilità 2014).

Nell’ipotesi in cui ne posseggano i requisiti (cfr. la Legge 27 dicembre 2013, n. 147, art. 1 comma 48 lett. c). ), i predetti soggetti potranno accedere alla garanzia del Fondo nella misura del 50% dell’importo oggetto di rinegoziazione ovvero della quota capitale del nuovo finanziamento.

I requisiti per richiedere la rinegoziazione/finanziamento del mutuo sono i seguenti:

  • i mutuatari devono rivestire la qualifica di debitore esecutato nell’ambito di una procedura esecutiva immobiliare gravante sull’immobile adibito ad abitazione principale;
  • in alternativa al debitore principale la richiesta, unicamente per l’ipotesi di finanziamento, può essere presentata anche dal coniuge, dalla parte dell’unione civile, dal convivente di fatto di cui alla legge 20 maggio 2016, n. 76 oppure dal parente/affine entro il terzo grado;
  • il mutuo ipotecario dev’essere di primo grado e deve gravare su un immobile adibito ad abitazione principale del debitore alla data di inizio della procedura esecutiva; l’immobile stesso deve risultare adibito ad abitazione principale anche all’atto della sottoscrizione della richiesta;
  • il mutuo ipotecario dev’esser già stato rimborsato per una quota non inferiore al 5% del capitale;
  • l’immobile non deve rientrare nelle categorie catastali A1, A8 e A9 e non deve avere le caratteristiche di lusso indicate nel decreto del Ministro per i lavori pubblici n. 1072 del 2 agosto 1969, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 218 del 27 agosto 1969;
  • fermo restando che il debito complessivo calcolato ai sensi dell’art.2855 cc. nell’ambito della procedura esecutiva non sia superiore ad € 250.000, l’importo offerto in occasione della richiesta di rinegoziazione/finanziamento del mutuo dev’essere pari al minor valore tra il debito per capitale e interessi ed il 75% del prezzo base d’asta del valore del bene come determinato dall’esperto di cui all’art. 569 del c.p.c.;
  • il nuovo mutuo derivante dalla rinegoziazione/finanziamento non dev’essere inferiore come durata a 10 anni né superiore ai 30 anni; la durata del predetto mutuo in anni, sommata all’età del debitore, non deve superare il numero 80.

Clicca qui per scaricare la domanda.

ELENCO DELLE BANCHE-INTERMEDIARI FINANZIARI ADERENTI ALL’INIZIATIVA

Scarica il PDF dell’ Elenco Banche/Intermediari finanziari aderenti all'iniziativa.

 AREA RISERVATA ESCLUSIVAMENTE AGLI ISTITUTI DI CREDITO:

(Si ricorda che i cittadini dovranno fare richiesta direttamente agli istituti che aderiscono all’iniziativa)